Trasformare le casa con l’Home Staging è terapeutico: serve anche a lasciare andare

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“L'Home Staging rappresenta per me il modo migliore di esprimere la mia creatività, è lo strumento perfetto per fare quello che mi piace nelle case”. Barbara Franceschi

Questa è Storie di Home Stager, la rubrica che raccoglie le esperienze di allieve e allievi dell’Accademia Italiana Staging & Redesign che grazie all’incontro con l’Home Staging hanno dato la svolta felice alla loro vita.

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La prossima storia racconta la liberazione da un lavoro non più appagante, una scoperta inaspettata e una rinascita creativa. Una trama che ha come protagonista Barbara Franceschi che non ama essere imbrigliata in una definizione soltanto quindi, lasciamo raccontare a lei la sua evoluzione.

B: Sono Barbara Franceschi, sono piemontese e ho 55 anni. Lavoro qui nella mia regione ma inizierò, molto probabilmente, a lavorare anche in Liguria dato che mi stanno cercando da diverse zone.

Ho fatto il corso Professione Home Stager nel 2021 ed è stato per me illuminante!

Partiamo dal fatto che io amo le case. Anche prima di fare questo lavoro, per rilassarmi, sfogliavo le riviste di interior. Ho sempre avuto un debole per le case.

 

C: Di cosa ti occupavi prima?

 

B: Ho avuto per 20 anni un’azienda di informatica nel settore finanziario e assicurativo. Progettavamo software antifrode.

Personalmente mi sono sempre occupata della parte commerciale, di quella amministrativa e anche delle risorse umane. D'altronde, non era un'azienda molto grande.

Finalmente dopo vent'anni sono riuscita a vendere tutto perché non ne potevo più di quell’ambiente e mi sono detta: “Ora mi prendo 6 mesi di pausa perché voglio riposare e trovare la mia via”.

E così, mentre ero su Facebook, è spuntata la sponsorizzata dell’Accademia di Fosca de Luca e del corso Professione Home Stager. Ho detto: “Fantastico! È proprio quello che vorrei fare!”.  Mi sono iscritta al corso poco prima che partisse, tant’è che la prima lezione non sono riuscita a seguirla in diretta e l’ho recuperata con la registrazione.

Per me il corso ha rappresentato un vero cambiamento, una svolta radicale perché davvero ho trovato quello che volevo fare. 

L'Home Staging per la vendita rappresenta per me il modo migliore di esprimere la mia creatività, è lo strumento perfetto per fare quello che mi piace nelle case.

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

 

Mi occupo anche di Relooking e arredamento di interni anche per le case private, un approccio diverso dall'Home Staging.

Il Relooking mi fa entrare ancora di più in contatto con le persone che abitano gli spazi, con le loro emozioni e insofferenze.

Amo tutti e due gli approcci e penso si compensino: l’Home Staging per la versatilità e immediatezza, il Relooking per il cambiamento degli spazi e per la soddisfazione che vedo negli occhi dei clienti quando il lavoro arriva al termine.

L’Accademia poi mi ha dato tanto, tantissimo. Perché io dopo il corso ho cominciato subito a lavorare.

 

C: E come è stato il tuo primo anno di attività?

 

B: Ho fatto prima tre allestimenti “prova” con case di amici, che hanno funzionato e sono serviti a testarmi.

Dopodiché ho cominciato ad andare fisicamente nelle agenzie con la mia brochure e il mio book fotografico. Andavo con la bici, giravo per Torino [ride] dove è pieno di agenzie immobiliari e spiegavo cosa facevo. 

Così hanno cominciato a chiamarmi e ho iniziato a lavorare.

Poi nel tempo ho fidelizzato alcune agenzie immobiliari aiutando gli agenti a risolvere dei problemi. Perché questo è il vero punto dell'Home staging, un modo per aiutare i clienti (le agenzie, i privati che vendono casa, gli investitori immobiliari ecc..) a raggiungere un obiettivo. 

Ho per esempio instaurato un rapporto con un'agenzia immobiliare grande, con una quarantina di agenti, a cui ho rifatto tutti gli uffici solo per far capire loro la potenza dell’Home Staging.

Per convincere il proprietario dell’agenzia dissi: “Guarda, facciamo così. Ti rifaccio il look agli uffici così tutti i giorni tutti i consulenti vedono la differenza di quello che c’era prima e di quello che c’è dopo, se lo vivono proprio”.

Ed è stato fantastico perché ha funzionato, tutti lì ora sono interessati all’Home Staging.

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

C: Rifare il look agli uffici non è proprio un lavoro di “Home Staging puro”. Ti sei quindi basata solo su ciò che hai imparato al corso di Professione Home Stager o hai fatto altri corsi?

 

B: Ho fatto anche il corso di ReDesign d’Interni dell'Accademia (che prima era un po’ più generico) subito dopo quello di Home Staging e sicuramente mi è servito anche se l’ho sentito “meno mio”.

Per me la svolta è stata Professione Home Stager perché mi ha fatto scoprire il concetto di Effetto Wow, il punto focale dello staging.

 

C: Quindi, diciamo, che grazie al corso Professione Home Stager hai colto l’anima marketing della tecnica dello staging e ora la applichi a tutte le tipologie di valorizzazione immobiliare, non solo per la vendita delle case.

 

B: Sì, esatto. Per me il concetto di Effetto Wow è stato fondamentale.

Poi nel mio caso ho scelto di creare un mio stile di staging: ricco di oggetti, ricco di colori, di pitture, creo sempre angoli che stupiscono.

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

C: E infatti so che a volte ti contattano proprio per il tuo stile di staging.

 

B: Mi fa sempre piacere quando accade perché è quello che voglio dare, voglio creare unicità.

I miei prima e dopo sono tanto diversi tra loro.

Ieri, per esempio, ho fatto una video call con una mia cara cliente, un’agente immobiliare che si fida molto di me.

Le ho solo fatto vedere dei miei prima e dopo per farle percepire il cambiamento e le ho detto: “Guarda, le parole servono a poco quando hai in mano l’evidenza dell’efficacia dell’Home Staging”. Mi ha dato subito carta bianca.

E le case così si vendono subito, massimo dopo 20-30 giorni. Se le case non si vendono entro 30 giorni e perché è sbagliato il prezzo, non c'è niente da fare.

Addirittura alcune case si vendono in sovrapprezzo grazie all’Home Staging e all’Open House.

 Oltre alle case vuote dove inserisco l’allestimento completo valorizzo anche  le case abitate e in questi casi do regole molto rigide al proprietario o a chi ci vive dentro, del tipo: “Dovete andare via due giorni, in albergo, al mare in montagna, dove volete, e io vengo lì con una squadra e tolgo tutto quello che c’è da togliere”.

 

C: Un approccio un po’ militaresco mi sembra di capire!

 

B: Un po’ sì ma quando si danno regole precise è più facile capirsi, l’obiettivo è comune. In più si sentono rassicurati dal fatto che hanno davanti una professionista che sa cosa c’è da fare.

Il punto è vuoi vendere casa? Se la vuoi vendere queste sono le cose da fare. E do loro i compiti. Poi io li guido ovviamente nel processo. 

Ricordo, c’era questa casa da vendere ed era da otto mesi sul mercato. Era una villetta molto bella con giardino però all’interno era un disastro, terribile!

Ho detto alla proprietaria di togliere un tot di oggetti e di andare via una paio di giorni così da sistemarla come volevo io.

Mi sono raccomandata con lei di non tornare prima dei giorni richiesti e di non toccare poi niente fino alla vendita della casa. 

L’abitazione era molto personalizzata, lei aveva decorato le pareti con dei motivi molto personali che non vanno bene per un’operazione di vendita.

Il mio intervento ha eliminato tutti questi elementi caratterizzanti per agevolare la vendita avvenuta poi in pochi giorni. 

Al suo rientro, dopo aver visto la trasformazione, mi dice sconsolata: “Non è più casa mia!”.

Ma la vendita è andata talmente bene, lei è rimasta talmente soddisfatta che ha poi voluto arredassi sia la sua nuova casa che quella del figlio!

 

C: Oh! Tutto è bene quel che finisce bene allora! Certo che da 8 mesi a pochi giorni è un risultato incredibile, come hai fatto a “convincere” la signora a fidarsi di te e del tuo progetto di Home Staging?   

 

B: Quando lavoro sulle case abitate è importante dialogare con gli abitanti della casa.

Spesso racconto loro una storia, diciamo. La storia è quella del cambiamento, dei motivi per cui si fanno dei cambiamenti e perché ci sono da fare questi cambiamenti.

 

"La trasformazione della casa è funzionale anche all’atto di lasciare andare le cose". Barbara Franceschi

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

Io credo molto anche nelle energie, a quello che una persona a livello energetico riesce a fare. Se riesci a staccarti dalla casa, questa già diventa di qualcun altro e tu riesci a lasciare andare.

 Questa trasformazione, questo passaggio mi piace. Mi piace viverlo io, raccontarlo al cliente e farglielo vivere a sua volta.

 

C: Un percorso terapeutico praticamente…

 

B: Sì, diciamo di sì, una cosa simile. Il mio primissimo incarico ufficiale di Home Staging, ricordo, è stato per una di quelle case veramente disastrate, che non si poteva presentare senza interventi.

Era stata abbandonata dall'oggi al domani e la ragazza che l’aveva ereditata non ne voleva sapere perché, purtroppo lì, aveva subito dei traumi. Non voleva neanche entrarci in quella casa.  

L’agente immobiliare mi ha dato quindi carta bianca. 

Sono arrivata con una squadra di sgombero e, tu pensa, c'era ancora cibo nel frigo e i vestiti sui letti dopo tre anni. Era tutto fermo a tre anni prima.

Abbiamo sgomberato tutto, imbiancato tutto e dato i colori. L'ho poi allestita e illuminata e dopo di che ho fatto un quadro con una scritta ripresa da Peter Pan: Solo chi sogna può volare.

Ed è stato questo quadro, questa scritta a fare la magia!

La ragazza l'ha apprezzata tantissimo ed è anche riuscita a rientrare nella casa. L’ha vista completamente diversa ed è riuscita a lasciare andare anche un po' di quel trauma che avevo vissuto lì.

È stato un momento molto emozionante.

 "Mi piacciono le case ma mi piace trasformare, vedere il cambiamento, anche delle persone che incontro". Barbara Franceschi

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

C: Sì, veramente un’esperienza emozionante Barbara! Riuscire a creare un feeling con il cliente è sicuramente una skill essenziale per il tuo lavoro.

 

B: Assolutamente! Ho costruito nel tempo delle collaborazioni durature e virtuose. 

Una carissima agente immobiliare con i miei lavori ha fatto veramente il botto! 

Per lei ho fatto un super lavoro di Home Staging per una villa al grezzo [n.d.t. appartamenti venduti dai costruttori ai quali mancano ancora le rifiniture come la posa del pavimento, le porte, i sanitari, la tintura alle pareti ecc…] facente parte di un complesso di 3 villette, una accanto all’altra.

Ne abbiamo allestita una campione che, nonostante avesse la posizione peggiore, è stata la più richiesta.

Ora mi ha chiesto di fare un grezzo ancora più difficile, senza porte, senza finestre! Mamma mia! [ride] Però quando rimane soddisfatta del mio lavoro sono strafelice.

Con un altro cliente invece mi è successa una cosa un po’ spiacevole che ho comunque risolto al meglio.

Nonostante la casa in vendita fosse all’ultimo piano di un palazzo che affacciava sulla Mole, era presentata veramente male: con foto brutte con le serrande abbassate e senza luce. 

Ho preso il lavoro di Home Staging e ho tassativamente detto, come faccio sempre, di non entrare durante la preparazione della casa.

Purtroppo un giorno, proprio quando un imbianchino aveva fatto un casino riempiendo di polvere tutta la casa, è entrato il proprietario ed è rimasto molto seccato dalla cosa.

Lo ha quindi riferito all’agente immobiliare incaricato della vendita che ha dovuto scusarsi.

Allora io, per ovviare al disappunto, ho proposto di regalargli il servizio del drone e il filmato time lapse (che avrebbe poi fatto il mio fotografo di riferimento) dell’Open House. 

Quando il proprietario ha visto l’allestimento terminato e il video del drone è rimasto senza parole!

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

C: Beh ci credo! Ci sarà stata una vista mozzafiato! Dalle tue parole si coglie proprio il fatto che tu riesca sempre a metterci il tuo stile, la tua firma, proponendo soluzioni creative e altrettanto utili al raggiungimento dell’obiettivo, che è quella della vendita della casa. Con te vincono tutti insomma!

 

B: Ti racconto l'ultimo allestimento-evento che ho fatto a giugno scorso in collaborazione con una delle agenzie immobiliari più rinomate di Torino, una di quelle che fa solo appartamenti top, ville e casali di alto livello.

Prendo l’incarico per un Home Staging in questo appartamento in collina con un terrazzo di 300 mq.

La casa in sé, vuota, sembrava un garage per quanto era grande.

Tempo prima ero stata invitata in un network di aziende di arredo dove c’era anche, per farti capire, un'azienda di piscine a idromassaggio.

Ho pensato quindi di creare un Evento Open House e ho invitato queste aziende del network a partecipare, con musica, catering ecc…

 

C: Ah ok, un evento tipo showroom!

 

B: Sì e il bello è stato che hanno partecipato tutti!

Un negozio di arredamenti ha portato degli arredi spaziali (ricordo un tavolo di marmo di design bellissimo!). C’era la vasca idromassaggio sul terrazzo, un artista ha portato dei quadri, una fotografa delle fotografie meravigliose, un altro negozio dei dettagli di arredo.

Io praticamente ho messo pochi dei miei oggetti e la cucina di cartone.

E poi c’è stato l’evento con il catering appunto, il sassofonista ecc..

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

 

C: Wow! Che meraviglia. Ora mi sto immaginando tutti questi arredi nella super casa con terrazza a vista sulle colline torinesi e…  La cucina di cartone! Non c’è niente da fare, fa sempre il suo effetto! E come è andata a finire, la casa è stata venduta?

 

B: Allora, l’evento è andato benissimo. La casa ancora non è venduta! [ride]

 

C: E come mai secondo te?

 

B: Perché il prezzo è alto, assolutamente. Però gli appuntamenti continuano a farli, tant'è che mi hanno chiesto di lasciare l’allestimento per altri mesi.

 

C: Dopo questo excursus dei tuoi bellissimi lavori di home staging mi sento di chiederti: come ti definisci ad oggi dopo tante esperienze molto diverse tra di loro?

 

B: Ad oggi direi: sicuramente sono una home stager ma anche una designer e una comunicatrice perché nel mio lavoro la comunicazione visiva è alla base.

Anche l’interazione con i proprietari e gli intermediari, non ultime le persone che comprano la casa, vengono coinvolti tutti in un’esperienza emozionale.

Poi, per come sono fatta io, faccio veramente fatica a darmi una definizione soltanto.

Io comunico “la casa”, per chi la deve vendere e che per chi la deve comprare per viverci.

 

C: Ok, allora le definizioni lasciamole agli altri! Mentre per quanto riguarda la formazione, hai fatto altri corsi nel frattempo?

 

B: Diciamo che io già prima del corso di Home Staging e dei corsi dell’Accademia ho studiato tanta comunicazione. Di corsi di comunicazione ne ho fatti tanti: sono Master PNL certificata bandler, ho fatto Gestalt, ho fatto anche la via sciamanica, corsi motivazionali.

Ho studiato e poi applicato la gestione delle risorse umane perché avevo molti dipendenti. Ora vorrei approfondire il mondo dei social media.

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Progetto di Home Staging per la vendita: Barbara Franceschi    Fotografie: Andrea Michelini

 

C: In chiusura: com’è cambiata la tua vita grazie all’Home Staging?

 

B: Ah, è cambiata completamente.

Prima facevo un mestiere monotono, adesso ho un lavoro che cambia ogni giorno, un lavoro che surfa sul cambiamento, diciamola così. E per me è perfetto. 

 

C: E quali soddisfazioni hai riscontrato nel tempo?

 

B: Tanta soddisfazione nel vedere i miei lavori realizzati, vivere la tangibilità del mio pensiero.

In informatica spesso non vedi la fine del lavoro che hai iniziato perché è sempre tutto in evoluzione. A volte per la realizzazione di programmi passano anni.

Invece grazie all’Home Staging vedo finito il mio lavoro e mi da tante soddisfazioni.

 

C: Certo, un po’ come l’artista o l’artigiano.

 

B: Esatto! Vedo realizzato il mio pensiero e in più quello che ho realizzato porta a un risultato utile a qualcuno.

Questa cosa è bellissima anche perché non è fine a se stessa, è una soddisfazione per tutti.

 

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Sono Claudia Ciardi. Leggo libri, scrivo cose. Sono laureata in antropologia culturale anche se i miei eterni amori rimangono l’arte, il design e l’architettura. Scrivere il blog dell’Accademia mi permette di unire queste passioni e di creare qualcosa di personale ma soprattutto utile agli altri.

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